domenica 29 dicembre 2013

The Blacklist

James Spader. Non c'è bisogno di nessun'altra ragione per dare una chance alla nuova serie made in NBC, in Italia sul canale Fox Crime. La puntata pilota è stata piacevole da seguire, principalmente per come è stata scritta: ben ritmata e sufficientemente fracassona  (Carnahan alla regia è una discreta garanzia). Poi per James Spader.
Sinossi in tre periodi: La giovane Elizabeth Keen è al suo primo giorno da profiler dell'FBI. Raymond Reddington, super-ricercato, si costituisce all'FBI. Raymond Reddington collaborerà con l'FBI solo se il suo interlocutore sarà la Keen.
Che c'azzecca? Questo, nelle intenzioni del creatore della serie Jon Bokenkamp, sarà uno dei motori della serie. Il fatto che Reddington sembri sapere parecchio del passato di Lizzy in effetti lascia spazio a molte ipotesi sul rapporto tra i due, starà alla bravura di Bokenkamp sorprendere gli spettatori, anche se in certi frangenti le interazioni tra i due protagonisti ricordano troppo il menàge Hannibal Lecter-Clarice Starling. Si spera anche che il biondo precisino co-protagonista si evolva un po' dallo stereotipo visto nelle prime due puntate, così come si spera che qualche volta nel corso della serie l'FBI si affranchi dall'essere un baraccone di pecoroni agli ordini del deus ex machina Reddington, mentre intriga la side-story sul compagno di Elizabeth.
E poi c'è Spader. Francamente il credito verso questo serial è pressoché infinito se Spader continuerà ad essere nella parte come ha fatto finora. Esattamente cioè come ci si aspetta che un attore della sua caratura interpreti un personaggio sopra le righe come Reddington, tagliato e cucito su di lui. Da tenere in conto, insomma.
Per tutta una serie di motivi questa serie potrà essere godibile o meno, la confezione del prodotto è buona, c'è James Spader, se la scrittura sarà all'altezza forse non si ripeterà l'effetto che mi ha fatto l'anno scorso The Following, abbandonato dopo poche puntate.

Ah, l'ho già detto che c'è James Spader?

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